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lunedì 27 luglio 2009

Gripe porcina, ovvero influenza umana


La lunga assenza dal blog è stata dovuta al fatto che mi hanno messo in quarantena perchè mi ero preso la febbre porcina, anzi la AN1H1, anzi no l'influenza umana... vabbè insomma quella malattia virale con cui stanno oleando ben bene l tasche dei cittadini del mondo, e non solo, in modo da spillare con più semplicità quei pochi spiccioli che sono rimasti.

Tutto cominciò qualche mese fa in Messico. Il numero di morti sembrava crescere vertiginosamente, minuto dopo minuto. Io, di ritorno da un viaggio di lavoro a Sao Paulo, già intravedevo l'apocalittica fine del mondo attraverso le tute bianche e le mascherine che come d'incanto avevano popolato l'aeroporto di Buenos Aires.
Poi come per magia il numero di morti in messico è cominciato a diminuire.Le persone resuscitavano? non si sa, ma il LA ormai era stato dato, le scuole e gli uffici chiusi, stranamente le metropolitane no.

Qualche mese dopo, per l'esattezza qualche giorno dopo le elezioni politiche argentine, quello che sembrava un male remoto, nell'arco di 24 ore, grazie ad un battage mediatico degno del grande fratello, prende la scena di questo grande paese chiamato ARGENTINA.

Ma il problema non è argentino, il problema è globale, da settembre sarà italiano, e ad agosto sarà inglese.
Poichè non mi fido più di nessuno, e poichè si dice sempre che internet è libertà ed informazione gratuita, ho cominciato a cercare, scavare, spulciare, la grande rete, per poi scoprire alla fine che la risposta di tutto quanto sta accadendo è sotto gli occhi di tutti.

In effetti ricordavo che già mesi prima di questa grande fiammata a Buenos Aires c'erano dei cartelli che invitavano le persone ad andare nell'ospedale più vicino per ricevere 'gratuitamente' il vaccino. In italia invece il vaccino non è ancora disponibile. In alcune nazioni c'è in altre no.
Però per tutti si stanno facendo in quattro.Chi? le case farmaceutiche.
Una in particolare: la ROCHE.
ancora non ho avuto il tempo di capire esattamente chi siano gli azionisti di maggiroanza, ero impegnato a vomitare, però intanto sono andato sul loro sito www.roche.com , sono andato nell pagina degli investimenti, ed ho trovato questo:

Guarda un po questi signori erano nella cacca fino alla gola.Poi a marzo, guarda un po quando il tutto è esploso in messico, il titolo ha fatto un gran balzo.
Fidatevi siamo solo all'inizio della risalita, e lì sotto ci sono i vostri culi.

lunedì 23 febbraio 2009

Comida - La pizza

Napoli batte buenos aires a tavolino. Vabbè della pizza ma che ne parliamo a fa? ma c'è davvero una pizza comparabile a quella napoletana?
Proviamo a ragionare per assurdo e ad ammettere che possa esistere un'altra pizza oltre a quella di napoli.
Il punto è che dopo aver girato molti paesi non posso che trarre questa conclusione: la pizza più buona è quella che uno si mangiava da bambino.

Eh si perchè non si spiegherebbe altrimenti la gente che con un mezzo ghigno come a dire " è inutile che fai perchè non mi fai cambiare idea" quando scopre che sei napoletano (o addirittura italiano, ignorando il fatto che dire pizza napoletana non equivale a dire pizza italiana) ti dice che la pizza napoletana l'ha assaggiata, ma la pizza argentina!!!

Il colmo è stato venerdì scorso a pranzo con colleghi, quando un brasiliano se ne uscito con "eh si la pizza argentina è buona, ma come la fanno a san paolo!".
A quel punto che dovevo fa? schiaffeggiarli? alzarmi e andarmene?

Ho tratto invece delle conlcusioni: 
  • la pizza è semplice ed ha di base ingredienti reperibili in tutti i paesi. Ovviamente la differenza la fa la qualità degli ingredienti, e in questo napoli, diossina nella mozzarella e pesticidi nelle pummarole a parte, fa la parte della signora.
  • la pizza è economica e quindi ragionevolmente è il pasto più frequente consumato fuori casa quando sei piccolo, e quindi un momento di "gioia familiare" il cui sapore si calcifica nei neuroni
  • la pizza la chiami a casa quando mamma si rompe le palle di cucinare e quindi invece di fare la casamamma fa la mamma a tempo pieno (ma anche no)


Ma veniamo alla scheda: pizza argentina
la pasta sembra quella di una focaccia napoletana di quarto ordine. Qui la cuociono "alla pietra" e al forno, e ancora non ho capito qual è la differenza ma la qualità del risultato non varia.
Ovviamente c'è anche la variante "pizza alla parrilla" che praticamente diventa un'ostia sottile tipo pizza romana (ca manc è pizz).
Ma la cosa peggiore è che su una margherita mettono 50 grammi di pomodoro ed un montone di mozzarella..... pardon formaggio fuso, che manco top secret e infatti dicono che il difetto principale della pizza italiana è che cimettono troppo poca mozzarella!