giovedì 17 settembre 2009

Targhe napoletane




A Buenos Aires come a Napoli, la gente gira su due ruote con il casco slacciato, il che non ha senso alcuno perchè una volta che il casco te lo sei messo ma che sfaccetta ti costa legarlo?
A Buenos Aires, come a Napoli un po di tempo fa, le targhe dei motorini sono lo specchio della legalità.
Io mi ricordo quando era comune sporcare un numero della targa del vespone
in modo che un sei diventasse un 8 visto da lontano, o quando ci si allontanava da un vigile all'angolo allungando a mo di contorsionista il piede fin sopra alla targa per coprirla casualemente.
Qui sotto alcune foto di targhe nelle quali mi sono imbattuto. Si va da quella montata storta, molto comune, a quella praticamente illeggibile, fino a quella montata in maniera geniale nella parte interna del parafango.
Applausi.





martedì 25 agosto 2009

Teorema di Stanlio e Olio


Ipotesi
Se Stan Laurel ed Oliver Hardy, al secolo Stan y Ollie, sono conosciuti in italia con il nome di Stanlio e Olio, a Napoli diventano "o' sicc e o' chiatt'" e in argentina "el flaco y el gordo",
Tesi
Allora Napoli è più vicina a Buenos Aires che a Roma

Napoli o Buneos Aires?















Ecco una di quelle notizie che ti fa capire, mentre scrolli le spalle, perchè alla fine il problema non è il tuo, che Napoli è come Buenos Aires, ed in entrambi i casi il fatto che al cimitero Lopez ci fossero dei funzionari che intascavano i soldi e invece di cremare i morti li accatastavano in un deposito restituendo ceneri fasulle ai familairi, non sconvolge nessuno.
Se tutti gli ingranaggi del sistema sono sgangherati perchè allora uno dovrebbe aspettarsi che funzionino?

venerdì 21 agosto 2009

Sul Sole24ore

Riporto qui un articolo apparso lo scorso luglio sul sole24ore.
Smentisco qualsiasi mia intenzione di comprare casa a Buenos Aires nonostante sia un vero affare per chi mangia in euro.

Caffè chi beve?

Il caffè di Buenos Aires non si distingue per la sua qualità. Si beve lungo, molto lungo, di quel tipo di lungo che fa storcere il naso ai napoletani.
A parte confessare il fatto che a me ogni tanto una tazza di caffè lungo, soprattutto se è inverno e fa freddo, non mi dispiace, devo constatare che anche qui attorno al caffè gira un mondo.
Non c'è ufficio pubblico o angolo di strada, che non abbia il suo erogatore umano di caffè, in genere dotato di una bici appositamente modificata con una decina di termos ripieni della bevanda preziosa.

Cromagnon e la vernice

Qualche giorno fa sono usciti i risultati del processo per l astrage di cromagnon, la discoteca che conteneva il triplo di ragazzini che poteva e si incendiò nel 2004 facendone morire 194 e ferendone quasi 2000.
A Buenos Aires, come a Napoli, la legge è liquida, e prende la forma delle mani di chi stringe un accordo, di chi chiude un occhio per una banconota in più nel portafoglio.
Le porte della discoteca erano chiuse, sbarrate, per evitare imboscati. Bastò un bengala (pare che qui si usi accendere bengala durante i concerti) a farlo diventare una polveriera.

I familiari delle vittime hanno fatto casino davanti al tribunale, lo stesso in cui furono giudicati i protagonisti della dittatura militare.
Non ne ho trovato traccia nei gironali e telegiornali però riporto una notizia inquietante passatami da chi c'era: per sfollare i protestanti, cosa che non si faceva dai tempi della dittatura, si è deciso di spruzzare i manifestanti con la pittura.
Geniale no?se protesti ti macchio, e così una volta diradata la folla, ti vengo a prendere.

Inutile dire che il padrone del locale è stato condannato a 20 anni mentre i funzionari pubblici il cui compito era controllare l'adempimento delle norme di sicurezza se la sono cavata con due anni di allontanamento dalla funzione pubblica.

Gardel y la gripe

Un po di tempo fa sono stato rapito da "la catedral", una milonga ricavata in un vecchio e malconcio capannone, dove ogni sedia è diversa dall'altra ma tutte sono scassate e la luce è quella soffusa di una candela.
Ci sono 'classi' di tango tutte le sere alle 21 e alle 22, e mi sa anche alle 23. Poi milonga con musica dal vivo.
Il posto è gestito da una coppia di ballerini che poi sono anche i maestri di tango e si trova all'angolo tra sarmiento y medrano. L'atmosfera merita davvero e la cucina è rigorosamente vegetariana.
Il martedì è de facto la serata degli expatriates, ovvero di tutti gli stranieri che vivono a Buenos Aires.

L'ultima volta che ci sono stato impazzava la gripe ed ironicamente era stata posta una mascherina bianca anche a Carlos Gardel.

giovedì 6 agosto 2009

La festa del semaforo

Ultimamente ci è arrivato un invito ad una festa: la festa del semaforo. Ci si veste di rosso se si è impegnati (sposati, fidanzati, incatastati ecc.), di giallo se si è aperti o comunque non compromessi come quelli che si vestono di rosso, e verdi se si è single nelle ossa ed in cerca di altri pistacchi.
Sono ammesse anche combinazioni creative, tipo maglione rosso e pantaloni verdi, o viceversa.
Abbiamo sorriso di fornte all'ennesima prova della creatività argentina. In realtà a quanto mi dicono altri amici del sud dell'america del sud non è che la nostra amica si sia inventata chissà chè perchè la festa del semaforo è una cosa che si fa.
Funzionerebbe in Italia? Io dico che in tanti si metterebbero una maglietta verde di riserva sotto i maglioni rossi a collo alto.

giovedì 30 luglio 2009

Pelopincio


La pelopincio sarebbe la piscina gonfiabile, ovvero qualsiasi tipo di piscina non interrata che possa dar sollievo alle pacche nelle giornate più calde. Se le pelopincio di buenos aires sono in letargo, arrotolate in chissà quale anfratto, pare che a Forcella, ridente quartiere di Napoli, qualcuno abbia ben pensato di trovare refrigerio montandone una in mezzo alla strada.

L'amico Fritz mi ha segnalato l'accaduto ed io non posso non riportarlo. Sono sicuro che anche in qualche villa argentina le piscine sono montate per strada. Chissà che il prossimo dicembre, quando quelle di forcella saranno lontane dai loro momenti di gloria, non ne intravederò una.

Vi tengo informati.

lunedì 27 luglio 2009

Gripe porcina, ovvero influenza umana


La lunga assenza dal blog è stata dovuta al fatto che mi hanno messo in quarantena perchè mi ero preso la febbre porcina, anzi la AN1H1, anzi no l'influenza umana... vabbè insomma quella malattia virale con cui stanno oleando ben bene l tasche dei cittadini del mondo, e non solo, in modo da spillare con più semplicità quei pochi spiccioli che sono rimasti.

Tutto cominciò qualche mese fa in Messico. Il numero di morti sembrava crescere vertiginosamente, minuto dopo minuto. Io, di ritorno da un viaggio di lavoro a Sao Paulo, già intravedevo l'apocalittica fine del mondo attraverso le tute bianche e le mascherine che come d'incanto avevano popolato l'aeroporto di Buenos Aires.
Poi come per magia il numero di morti in messico è cominciato a diminuire.Le persone resuscitavano? non si sa, ma il LA ormai era stato dato, le scuole e gli uffici chiusi, stranamente le metropolitane no.

Qualche mese dopo, per l'esattezza qualche giorno dopo le elezioni politiche argentine, quello che sembrava un male remoto, nell'arco di 24 ore, grazie ad un battage mediatico degno del grande fratello, prende la scena di questo grande paese chiamato ARGENTINA.

Ma il problema non è argentino, il problema è globale, da settembre sarà italiano, e ad agosto sarà inglese.
Poichè non mi fido più di nessuno, e poichè si dice sempre che internet è libertà ed informazione gratuita, ho cominciato a cercare, scavare, spulciare, la grande rete, per poi scoprire alla fine che la risposta di tutto quanto sta accadendo è sotto gli occhi di tutti.

In effetti ricordavo che già mesi prima di questa grande fiammata a Buenos Aires c'erano dei cartelli che invitavano le persone ad andare nell'ospedale più vicino per ricevere 'gratuitamente' il vaccino. In italia invece il vaccino non è ancora disponibile. In alcune nazioni c'è in altre no.
Però per tutti si stanno facendo in quattro.Chi? le case farmaceutiche.
Una in particolare: la ROCHE.
ancora non ho avuto il tempo di capire esattamente chi siano gli azionisti di maggiroanza, ero impegnato a vomitare, però intanto sono andato sul loro sito www.roche.com , sono andato nell pagina degli investimenti, ed ho trovato questo:

Guarda un po questi signori erano nella cacca fino alla gola.Poi a marzo, guarda un po quando il tutto è esploso in messico, il titolo ha fatto un gran balzo.
Fidatevi siamo solo all'inizio della risalita, e lì sotto ci sono i vostri culi.